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Una pagina di storia è stata scritta: il Senegal è campione d’Africa

Quanto accaduto questa sera nella finale di Coppa d’Africa tra Senegal e Marocco è stato semplicemente pazzesco. Una partita estremamente combattuta prende una piega del tutto inaspettata al minuto 98: Brahim Díaz viene presumibilmente atterrato da Malick Diouf, terzino senegalese.


L’arbitro Jean-Jacques Ndala decide inizialmente di non concedere il calcio di rigore, ma viene richiamato al VAR. Dopo attimi di grande suspense, arriva la decisione clamorosa: il direttore di gara assegna il penalty, scatenando immediate proteste.



La reazione del Senegal è incredibile. Su indicazione del commissario tecnico Pape Thiaw, i calciatori abbandonano il campo in segno di protesta contro la scelta arbitrale. Dopo oltre dieci minuti, la squadra rientra sul terreno di gioco, visibilmente sconfortata ma ancora aggrappata alla speranza di un errore dal dischetto.


Sul pallone si presenta Brahim Díaz: tenta lo scavetto, ma Édouard Mendy resta immobile e blocca il pallone. In molti ipotizzano che il marocchino abbia calciato volontariamente in quel modo per correttezza sportiva, un’interpretazione che avrebbe dell’incredibile. Le sue lacrime amare nel finale, però, sembrano raccontare un’altra verità.



Una delle leggi non scritte più spietate del calcio recita: “gol sbagliato, gol subito”. Al quarto minuto del primo tempo supplementare, Pape Gueye lascia partire un autentico missile dal limite dell’area che si insacca in rete e regala la vittoria alla sua nazionale.


Il Senegal conquista così per la seconda volta la Coppa d’Africa, scrivendo una pagina storica del calcio.

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