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Noa Lang: il peso di una fiducia mancata

Arrivato la scorsa estate per circa 28 milioni, Noa Lang non è riuscito a inserirsi nelle gerarchie partenopee e saluta Napoli dopo soli sette mesi. Approderà al Galatasaray in prestito oneroso da 2 milioni, con diritto di riscatto fissato a 30. Un’operazione che sa di resa, per tutte le parti coinvolte.



Noa avrà sicuramente le sue colpe, ma a mio avviso non sono le principali. Anzi.

L’olandese ha dovuto lavorare in un ambiente tutt’altro che favorevole, soprattutto per quanto riguarda la considerazione personale. Dopo quasi due mesi dal suo arrivo, Lang non era ancora riuscito a scendere in campo con continuità. Un dato sorprendente, se rapportato all’investimento fatto dal club. Ancora più clamoroso il fatto che, ai microfoni, abbia rivelato di non aver mai parlato direttamente con Antonio Conte.


L’allenatore italiano probabilmente non lo ha mai considerato un giocatore adatto ai propri schemi. È una scelta legittima, ma il trattamento riservatogli resta difficile da giustificare. Non c’è mai stato un reale tentativo di recupero. Nessun percorso, nessuna fiducia. Lang è stato utilizzato solo per necessità, esclusivamente a causa dei numerosi infortuni che hanno colpito la rosa.



Faccio fatica a immaginare cosa significhi essere un calciatore straniero, senza esperienza in un top campionato, e dover sopportare fin da subito una pressione così pesante. Ancora più complicato deve essere percepire freddezza, se non vero e proprio astio, proveniente dai piani alti. Il tutto senza aver avuto la possibilità di dimostrare il proprio valore sul campo.


L’unica nota positiva, forse, sono stati alcuni compagni di squadra. McTominay, Lukaku, Di Lorenzo e altri si sarebbero opposti a questa cessione. Un segnale importante, che dice molto sullo spogliatoio. Ma è risaputo: i calciatori hanno poca voce in capitolo quando le decisioni arrivano dall’alto.



Resta un addio che lascia grande rammarico, soprattutto per chi ama il calcio. Prima ancora del giocatore, penso all’uomo. A cosa significhi sentirsi esclusi, messi da parte, senza aver mai avuto una vera occasione. A cosa voglia dire ricevere così poca fiducia da chi, almeno in apparenza, diceva di credere in te.


Caro Noa, spero che in Turchia sapranno apprezzarti per ciò che sei.

Ti auguro vittorie, continuità e soddisfazioni


✍️ VMT – Calcio, Idee e Opinioni ⚽️






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